GLI AUTUNNALI di Luca Ricci

Luca Ricci, dopo aver incantato con i suoi racconti, firma il suo esordio al romanzo con “Gli autunnali”, romanzo intenso e tormentato (candidato al Premio Strega 2018),  primo della sua quadrilogia sulle stagioni, con un sillabario del sentimento amoroso e delle manie di oggi, un ritratto spietato degli uomini e delle loro passioni.

SCHEDA LIBRO

nuovi-libri-da-leggere-voltare-pagina-ester-viola-einaudi-10-gennaio-2023

 GLI AUTUNNALI

  • Autore: Luca Ricci
  • Editore: La Nave di Teseo
  • Data di uscita:  22 Febbraio 2018
  • Pagine: 209 p.
  • Prezzo: 12 €
  • Genere: Narrativa
  • EAN: 9788834602492

TRAMA

Un uomo, al rientro dalle vacanze d’agosto, è prigioniero del suo stanco rapporto matrimoniale. Durante una passeggiata solitaria in un mercatino di Roma, viene attratto da un volume sugli artisti di Montmartre e rimane stregato dall’immagine di Jeanne Hébuterne, la compagna di Amedeo Modigliani. Scocca un particolare colpo di fulmine e Jeanne diventa per lui un’ossessione. Tutto sembra avvenire soltanto nella sua mente, almeno fin quando sua moglie Sandra non invita a cena una cugina, Gemma, che all’uomo appare identica in tutto e per tutto a Jeanne. E l’ossessione inizia a riversarsi nella realtà, fatalmente, mentre l’autunno romano avvolge le cose nella sua luce struggente e diafana.

RECENSIONE

Tornare dove si è stati bene, può essere riferito principalmente ad un luogo, quel posto in cui ci sentiamo accolti, capiti, non giudicati, liberi di essere chi siamo o, al contrario e per i più coraggiosi, un posto in cui ci si riesca a mettere in discussione, anche su ciò che crediamo di conoscere sugli altri e su noi stessi. Un posto che ci faccia sentire almeno vivi, anche se non completamente in armonia con tutto il resto. Lo stesso può capitare nella scelta di libri che hanno in comune tra loro, l’autore che li ha scritti e che ci conquista per il modo di narrare i pensieri dei personaggi, le descrizioni dei contesti in cui si muovono, la chiave di sviluppo delle vicende e il loro epilogo, lo sguardo sopra le righe con cui illustra le storie più comuni ma, proprio per questo, pozzo sempre fertile da cui attingere materiale da sottoporre al proprio pubblico.

E’ un po’ quello che mi è successo con lo scrittore Luca Ricci, di cui ho recentemente recensito “Gotico Rosa” e che ha letteralmente travestito di curiosità, la mia voglia di trovarlo in altri lavori per riapprezzarne lo stile e assecondare l’esigenza di avvicinarmi a personaggi con cui non si è certi di empatizzare, ma che ti lasciano accesi punti di vista interessanti soprattutto per merito o colpa, di scelte lontane da te. Aspettativa ampiamente soddisfatta grazie a ciò che di suo, è uscito negli anni scorsi e che vede nella sua quadrilogia delle stagioni, la deviazione letteraria che, dai racconti brevi per cui è noto nel nostro panorama italiano, lo ha portato alla stesura di 4 romanzi intitolati ognuno, come le stagioni dell’anno.

Leggendo “Gli autunnali”, ci si imbatte in una storia che è un come un gioco di specchi in cui il protagonista, uomo senza nome, si muove pericolosamente, ignaro solo per finta delle conseguenze che, dando retta alle proprie pulsioni,  genererà nella sua vita e in quella di chi lo ama. Un matrimonio claustrofobico e noioso con Sandra, addosso alla quale proietta molti dei suoi entusiasmi spenti e che lo frustrano al punto di minarne la quotidianità, in cui teorizza, e ne è al contempo passivo testimone, i passi falsi che ogni coppia è brava a non risparmiarsi nel cammino della vita a due.

Ma se è vero che dentro ogni apparente quiete, si cela una tempesta pronta a scoppiare, specie in chi non accetta una realtà al di sotto delle proprie fantasie, ritrovarsi tra le strade di una Roma d’inizio autunno, sfogliando un libro usato trovato in un mercatino rionale che ritrae una stampa di Jeanne Hébuterne e compagna dell’artista Amedeo Modigliani, darà origine ad una serie di incontri che valicano il confine tra la sua immaginazione e il reale, rendendo questa storia un salto dentro la follia di un uomo che si consuma in un ossessione visionaria, fino a perderne contorni e significato, trasformando la ricerca di una nuova legittima felicità in una parabola per infliggere ad altre donne ciò che forse odia più in se stesso.

L’amore non c’è, non esiste. Ci s’incapriccia di perfetti sconosciuti e si combinano un sacco di cazzate, perché fare cazzate ci mantiene allegri, ci fa sentire vivi. Sempre ci s’innamora e mai si ama.

Figura a tratti complice, altre competitiva e sfuggente, è l’amico Gittani, cui l’autore dà molto spazio, scegliendo di mostrare, attraverso le loro conversazioni, uno spaccato di quelli che ancora oggi, sono i pensieri incarnati da due uomini sulle donne, i rapporti, il potere dello status sociale, la crisi di mezz’età, e anche della morte, mettendo il lettore nella scomoda quanto intrigante sensazione di ascoltare concetti sui quali pur non trovandosi d’accordo, ci si ritrova a rimuginare, rendendosi conto che più sgraziate umanamente, sono certe scoperte, più fatichiamo ad accettarle, ma che non per questo vanno censurate. Perchè forse, quello che disturba maggiormente, è la consapevolezza che quest’uomo mediocre, insoddisfatto, insicuro, soffocato dal tempo che passa, intellettuale fallito e amante scaduto (quando non delirante o violento) è quanto di più vicino ci sia alla realtà.

Come l’autore stesso ci conferma nella nota finale, ha preso spunto dai suoi stessi racconti per generare un romanzo che si colora di “quei rossi, quei gialli, quei marroni, quegli arancioni che sono la vera primavera dei temperamenti inquieti”. Ma questo espediente in realtà non è che un modo per “leggere” i quartieri romani in modo più poetico. Santa Maria dei Monti, Prati, il Pigneto, si contrappongono nella memoria dello scrittore secondo piani diversi, ritraendo quella magnifica città che è Roma.

Era scontato dire che l’autunno, in tensione dialettica con le altre stagioni, era il momento del tramonto prima della morte invernale, del ritorno a casa dopo le avventure estive, delle foglie gialle e rosse accartocciate sui viali che intonavano un controcanto perfetto alla vita primaverile, eppure era così rincuorante. Sarebbe stato un delitto voler essere originali parlando delle stagioni, perché in realtà servivano proprio per il motivo opposto: orientarci nel caos, nel mistero del tempo. Il calendario di Barbanera era la bussola più accurata che fosse mai stata inventata. Ci serviva per continuare a provare, di anno in anno, nostalgia di ciò che era appena passato, insoddisfazione per quello che stavamo vivendo, timore per quello che stava per venirci incontro.

E’ un libro che ti prende alla gola, che ti soffoca. E’ buio, notte, disperazione, follia, discesa. Un libro che rimesta lo squallore a cui ti consegnano certe derive mentali, scambiate per la normalità delle tue azioni, giustificandole anche a costo di smentire l’evidenza della loro pochezza. Nonostante l’uomo sembra uscire come il classico misogino che deve imporre il suo volere sulle donne e la donna, classica succube, è un libro da leggere, oltre che per la linearità del linguaggio con cui tiene incollati l’autore, anche perchè ti mette in guardia, pur non volendo, da ciò che temendo di essere, si finisce col diventare.

NOTE SULL’AUTORE LUCA RICCI

matteo-b-bianchi-scrittore

Luca Ricci è nato a Pisa nel 1974 e vive a Roma. Ha scritto L’amore e altre forme d’odio (2006, premio Chiara, nuova edizione La nave di Teseo, 2020), La persecuzione del rigorista (2008), Come scrivere un best seller in 57 giorni (2009), Mabel dice sì (2012), Fantasmi dell’aldiquà (2014), I difetti fondamentali (2017). Per La nave di Teseo ha pubblicato Gli autunnali (2018, tradotto nei principali paesi europei), Gli estivi (2020), Gli invernali (2021) e I primaverili (2023), che chiude la quadrilogia delle stagioni.

Se ti è piaciuta questa recensione, oltre a condividerla sui tuoi canali, tramite gli appositi pulsanti social (presenti all’inizio e alla fine dell’articolo), puoi anche assegnare un TUO voto, grazie al nostro sistema di valutazione con le stelline (da 1 a 5, valgono anche i mezzi voti) posizionato più sotto. In questo modo aiuterai altri lettori ad orientarsi meglio tra i contenuti più apprezzati presenti sul nostro sito e noi a scriverne di nuovi dello stesso tipo.

Lascia un commento

3 Commenti
  1. Antonella Valentini

    Mi sembra intrigante questa storia. Parla dell’amore vero e non…grazie per i prezioni suggerimenti che arrivano puntuali con le recensioni, agosto è vicino e sul mio comodino la pila di libri stipati si sta assottigliando.

    Rispondi
  2. Tommaso Cutrì

    Libro che narra di una stagione molto particolare, infatti l’autore mette in luce molti aspetti.
    Autunno momento di tramonto, accostamento molto bello.
    Bravissima per aver ancora una volta dato luce, a questi meravigliosi libri

    Rispondi
    • Manu Luna

      Grazie a te per la sensibilità che dimostri ad ogni articolo cui dedico le mie letture, se leggerai questo, non te ne pentirai!

      Rispondi
Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Gravatar per i suoi commenti. Se vuoi che il tuo commento sia associato ad un avatar o immagine a tua scelta, commetti la tua mail ad un profilo Gravatar. Altrimenti commenta normalmente ed in quel caso verrà usato un avatar standard scelto da Gravatar.