ANCORA di Maria Sole Tognazzi

Maria Sole Tognazzi,  regista amata dal pubblico e dalla critica, parte dall’idea di reincarnazione, delle vite che hanno la possibilità di portare a termine le cose lasciate in sospeso e in “Ancora” , il suo primo (e forse unico) romanzo, sin dal titolo, dà l’idea di qualcosa che ritorna e continua, come il libro, che era una sceneggiatura mai realizzata (scritta insieme a Ivan Cotroneo e Doriana Leondeff venti anni fa) e ora è narrativa.

SCHEDA LIBRO

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 ANCORA

  • Autrice: Maria Sole Tognazzi
  • Editore: Mondadori
  • Data di uscita: 2 aprile 2024
  • Pagine: 160 p.
  • Prezzo: 18 €
  • Genere: Narrativa
  • EAN: 9788804765752

TRAMA

Il fischio del treno segna per Lea l’inizio di una nuova giornata. Mentre fuma una sigaretta sul balcone di casa, non ha idea se quel treno stia lasciando o raggiungendo la stazione, e forse non le interessa nemmeno. Si gode il fascino silenzioso del mattino, prima di rientrare in casa e dare inizio al solito copione quotidiano: Lea ha un amante e un marito, li ama entrambi. L’agenda di Pierre è gonfia di biglietti, cartoline e fotografie. Quando distoglie lo sguardo dal finestrino del vagone del treno che lo sta conducendo verso la frontiera, la sfoglia. La foto di una ragazza cattura la sua attenzione e lo riporta in un tempo che non c’è più. Rita è arrivata alla stazione di notte ed è rimasta lì a lungo, in attesa di qualcuno che non è mai venuto a portarla via. Ora però è giunta a destinazione, ma dai suoi occhi verdi non traspare nulla, se non un carattere spigoloso e impenetrabile. Quale filo invisibile lega le esistenze di Lea, Pierre e Rita? Dove si incrociano quasi magicamente le loro vite? Maria Sole Tognazzi, sceneggiatrice e regista, tesse un intreccio singolare, atipico, con personaggi mossi da un destino che li sovrasta.

RECENSIONE

Si sente spesso parlare dell’esistenza di un’invisibile filo rosso che lega tra loro certe vite. In alcuni casi, siamo consapevoli che ci sia, anche quando capita di non avere più quella persona nella nostra vita, perchè certi legami vanno oltre la presenza fisica tangibile e ciò che si è saldato in comune, può garantire una connessione eterna con chi l’abbiamo creato. In altri casi, questo filo è invisibile perchè non sappiamo ancora verso chi ci aggancerà, e ci sarà più chiaro capire il perchè di alcune cose che viviamo nel passato, solo dopo aver fatto certi incontri e compiuto determinate scelte che, anche inconsapevolmente, ci porteranno a ricongiungerlo proprio con quella persona, conferendogli il potere di poterci cambiare la vita.

Uno dei luoghi che a volte la cambia, quello in cui si incontrano persone che si salutano frettolosamente per spostare il proprio tempo altrove o che, al contrario, vorrebbero dilatarlo per non essere costretti a pensarsi da un’altra parte, è la stazione. Con i suoi treni, a ricordarci che bastano un paio di rotaie e qualche vagone per immaginarci vicini o lontani da dove vorremmo, i suoi rumori che così bene sanno coprire quello dei baci scambiati giusto in tempo e la promessa di paesaggi che solo da lassù sanno scorrere così perfetti e inafferrabili. E la stazione è il luogo che hanno in comune Lea – che deve mantenere una promessa, Pierre – che arriva a Roma per la prima volta – e Rita – che deve fuggire.  Tre storie ce si intrecciano su diversi piani temporali, protagonisti di “Ancora”, romanzo d’esordio della sceneggiatrice e scrittrice Maria Sole Tognazzi, che dopo anni alla regia cinematografica, ci regala una storia in cui aleggia il mistero di come le vite, apparentemente lontane di ognuno di loro,  incontrandosi, cambiano il corso di ognuna.

La stazione in cui stai per giungere è il punto che ti aggancia a un segmento di esistenza nuova. Vedi nella testa ciò che accadrà tra un minuto, tra due. Vedi la banchina non ancora raggiunta, i tuoi passi che inseguono l’uscita con i bagagli che appesantiscono il cammino. Vedi il futuro. Un futuro che non dice granché, è solo quel bisogno di anticipare gli eventi. Venir fuori da una galleria è un po’ come risorgere, è tirare il fiato dopo essersi trattenuti venti secondi sott’acqua. E se quando esci trovi la luce, ti pare che quella galleria abbia diviso l’inferno dal mondo dei vivi. Tutto continuerà a trasformarsi, col ritmo invisibile di sempre. I destini proseguiranno le loro strade, alcuni solennemente, molti altri in silenzio. E il tempo proseguirà il suo gioco, convincerà tutti noi che abbiamo davanti altri traguardi, e che presto li taglieremo. Ma a volte il destino lo abbiamo alle spalle, è il passato a costruire i giorni, le ansie, i desideri. L’esistenza è un cerchio che abbiamo iniziato a disegnare ieri. In qualsiasi modo, oggi o domani, non ci resta che chiuderlo.

Chi può dire di non essersi mai trovato in un tunnel, circondato da un’oscurità tangibile che impedisce di vedere una possibile via d’uscita? Ognuno di loro cerca la propria, a partire da Lea, donna dalle mille sfaccettature, consapevole che in queste mille, non è fiera di vedersi come un’adultera ma che non vuole o non sa sottrarsi, a quella parte di sé che si rifiuta di scegliere. Una doppia vita per la quale non si sente troppo in colpa, proprio perchè conscia di non lasciarsi andare mai del tutto, come se il non completo godimento di ciò che vive, possa mitigare l’entità della sua condotta. Il rapporto col marito è in fondo, la comfort zone che anche le donne più irrequiete e volubili, vogliono poter dare per scontata, e nel tratteggiare una situazione affrontata infinite volte dagli scrittori, qui troviamo un punto di vista sulla coppia ed uno snodo della vicenda insolito e niente affatto prevedibile.

Si ha tante volte anche il diritto di essere contraddittori, di non sapere dove andare, di trovarsi al famoso bivio ed esitare, con la voglia di prendere entrambe le strade.

Anche Pierre è un personaggio inquieto, in bilico tra ostacoli inspiegabili, forze alle quali non riesce a resistere. Vorrebbe ripartire, risalire sul treno che lo ha condotto alla stazione Roma-Termini ma ha bisogno di questa città: c’è una specie di forza di gravità a trattenerlo, una forza oscura alla quale in nessun modo riesce a sottrarsi. Non sa nemmeno se restare è ciò che veramente desidera, ma sa che non può evitarlo. È disorientato, eppure quel disorientamento gli procura una sottile euforia. 

Rita lavora in fabbrica. Ha un carattere spigoloso, guardingo, gli occhi di chi alla vita ricorderebbe sempre che è in debito con lei, col rischio di perdersi le eccezioni di cui sono fatti i cammini e sarà infatti la condivisione di momenti difficili, a ridurre le distanze che solitamente stabilisce con i personaggi incontrati.

I baci si ripetono, le vite si rigenerano. I destini hanno l’urgenza di compiersi, e non basta fermarli, la distanza degli anni, non bastano le barriere del tempo e dello spazio. Il filo dell’amore rende le esistenze eterne, lega i destini. Sa spingersi al di là delle vite, e al di là delle morti.

I temi del libro ricordano la ricerca cinematografica che da sempre anima la regista, il carattere della sua narrazione, dalla quale trarre uno spunto di riflessione e di verità sulla complessità del reale, in queste tre esistenze non accumunate dalle stesse vicende contemporaneamente, ma dal loro cuore, che è una cattedrale coi vetri rotti a cui ognuno di loro saprà offrire uno sprazzo di luce che cura e non illude, illumina e non brucia, promette e non disattende, aiuta e non giudica. Cerca di fare la differenza quando è l’indifferenza, la stazione in cui si teme possa essersi fermato il nostro viaggio con gli altri.

NOTE SULL’AUTRICE MARIA SOLE TOGNAZZI

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 Maria Sole Tognazzi è regista e sceneggiatrice (Passato prossimo, L‘uomo che ama, Ritratto di mio padre, Viaggio sola, Io e lei, Petra, Dieci minuti). Ancora è il suo esordio letterario, ed è ispirato a una sceneggiatura scritta anni fa con Doriana Leondeff e Ivan Cotroneo.

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4 Commenti
  1. Peppe

    Proveniente da una famiglia d’arte, Maria Sole Tognazzi evidentemente ha nel sangue tutte le capacità per risultare gradita ai più, già in ambito cinematografico e attraverso questo romanzo caratterizzato, secondo una mia impressione, da un non so che di mistico che lo fa diventare magico, surreale almeno per quanto ho recepito dall’articolo… mi intriga…
    Grazie Manu per aver attenzionato questo libro, certamente da accogliere anche come papabile proposta di lettura…

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    • Manu Luna

      Concordo con le impressioni che ti ha lasciato la trama e la recensione che ne ho fatto, buona lettura Peppe!

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  2. Tommaso Cutrì

    Questo libro raccoglie e racconta atmosfere magiche.
    Le tue sapienti scelte , come sempre mettono in luce autori magnifici.

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    • Manu Luna

      Ciao Tommaso, commenti come il tuo fanno tanto bene al cuore e motivano sempre più la mia presenza qui di libro in libro… Grazie!

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